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Recensioni - Dolfi - Balocchi - Frediani La scultura di Filippo Canesi
Genova è luogo incantato per me, per antiche frequentazioni degli studi di Alfieri, di Stefania e Silvana Maisano, per il ricordo di Barbieri Viale e per le molte ore, queste ovviamente assai più recenti nel tempo, passate in serrato dialogo con un giovane artista curioso di ogni cosa che riguardasse la scultura, pieno di idee e vibrante di gioia e voglia di fare...appunto Canesi.
In questi anni la scultura di Filippo è andata in crescendo per qualità e raffinata tensione tecnica ed estetica fino al raggiungimento di queste opere, che sembrano finalmente librarsi nello spazio, avendo ormai punti di appoggio così rarefatti da apparire poco o nulla necessari se non per lieve garbo, pronte ad essere sollevate dalla semplice brezza che spira tra i vicoli di Porto Vecchio e che suppongo anche più vivace nelle colline a ridosso della Svizzera dove Filippo abita adesso. Chè persino Luino sembra scelta predestinata, essendo l'interland di Varese, terra dove hanno operato scultori come Mario Negri, Bodini, Vangi e dove a tutt'oggi lavora Borghi. Ritengo che in qualche scorribanda oltre confine Filippo potrebbe dialogare fittamente con Calatrava, che abita lì vicino.
Queste sculture troveranno sicuramente ampio spazio sotto i cieli di un paesaggio vasto ed arioso, e qui auguro a Filippo di trovarne presto le destinazioni ambientali più idonee: piazze, grandi aree verdi di paesaggi lontani; sia per ora puntuale testimonianza del talento di Canesi la gioiosa messe di opere presentata a genova nelle affascinanti sale di questa galleria che tanto va facendo da anni per la scultura. Pier Giorgio Balocchi Torano, Carrara, Settembre 2008
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